advogato.org

Domenica pomeriggio stavo facendo di tutto per perdere quel po’ di tempo che mi avrebbe permesso di arrivare all’aperitivo con gli amici nè troppo in anticipo, che poi mi tocca aspettare, nè troppo in ritardo, che poi hanno già spazzato via tutto quanto sia anche solo lontanamente commestibile. Per puro caso mi sono ritrovato su advogato.org, che è una delle prime community dedicate al mondo del free software, una piattaforma per blog e un aggregatore, da cui sono poi nati i vari Planet-qualcosa. Particolarià della piattaforma è il sistema di certificazione dei vari utenti, che si certificano tra di loro, dando così origine ad una rete di persone fidate.

foaf

Già che c’ero ho provato a controllare se qualcuno col mio stesso nickname fosse registrato e – stupore – l’account era ancora libero, così mi sono iscritto e adesso ho anche io il mio bell’account su advogato.org. Se tra di voi c’è qualcuno che vuole prendersi la responsabilità di certificare il mio operato, si senta libero di farlo 🙂

Ah, all’aperitivo poi sono arrivato in ritardo…

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NOKIA N810 Discount!

I will offer a discount to buy a brand new N810 to one of the lucky developers of the N810 Maemo Device Program if he gives me his old N800, so he will pay the new device even less than 99€ (which indeed is already a very good price). In order to be eligible for this fantastic offer the N800 must come with its original box, all the cables and manuals and a still good battery. Italian power plug is a plus.

N800-and-N810

More seriously. I didn’t apply to the N810 Maemo Device Program since I haven’t developed anything specific for this platform yet, nor I have a “special” idea for a killer application. Nonetheless I would really like to play a bit with Maemo developing, so, if there is a developer who is waiting for his brand new N810 and has a spare N800 laying around grabbing dust, I would be happy to buy it.

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Flusso canalizzatore¹

Ero partito con l’intenzione di scrivere un commento sul blog di Luca Ferretti, riguardo a Time Machine di Apple, ma poi veniva troppo lungo così ho preferito postarlo qui. Non avendo mai usato OS X per più di 10 minuti, 9 dei quali spesi a cercare il tasto destro del mouse, quello che ho appreso riguardo a questo nuovo approccio al backup l’ho appreso leggendo il capitolo relativo nella bellissima recensione di John Siracusa e il post di Luca e da quel momento sono verde d’invidia.

Gnome Time Machine

In fondo cosa manca a Linux per implementare una cosa del genere? Assolutamente nulla. Non occorre molto più di cron, cp, ln e inotify, più un paio di finestre per le opzioni e il ripristino. É vero, Linux non può usare gli hard link sulle directory, ma tutto sommato è un problema relativo. L’unica cosa che non mi convince nell’approccio di Apple è l’eseguire il backup dell’intero disco fisso. Ma a me utente cosa mi frega di aver perso il contenuto di /usr/share/icons quando sto versando lacrime amare per aver perso tutto quello che c’era in $HOME/Video/Pornazzi? E poi non mi è ancora chiaro, se mio fratello, che ha un ipotetico account su un mio ipotetico portatile con la mela luminosa sul coperchio, attacca un disco esterno e avvia il backup, cosa succede ai miei file? Finiscono tutti nel backup? Anche la macchina virtuale da 8GB su cui gira il DOS 3.3? No grazie, i miei file preferisco gestirmeli io. Decido cosa copiare e cosa non copiare, che anche se lo perdo comunque riesco a prendere sonno. Mi piacerebbe sapere come Apple gestisce il backup in presenza di più utenti.

Per quanto mi riguarda per Linux io implementerei il backup della sola $HOME, a livello di singolo utente. Meno file, non occorrono gli hard link sulle directory (un utente non ha migliaia di directory nella home), una home varia meno spesso di /usr/bin a una settimana dal rilascio della versione stabile di Ubuntu e ognuno decide cosa escludere dal backup. Se poi un fulmine mi fa esplodere l’hard disk, pace, reinstallo il sistema operativo e perdo un po’ di tempo a riconfigurarlo. I file importanti, la posta, i miei documenti, ma soprattutto la collezione di pornazzi, sono sani e salvi sul disco di backup.

¹ Flusso canalizzatore

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gnome.org

GNOME Web

Da ieri è finalmente online il nuovo sito web. Davvero molto carino.

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Best GNOME ever

Fine Settembre. L’Autunno comincia a fare capolino. Le giornate si accorciano e le sere si rinfrescano. Nei boschi si raccolgono i primi funghi e le castagne maturano nei loro ricci spinosi. Gli alberi incominciano a tingersi di giallo e gli animali più previdenti si preparano ad affrontare l’Inverno. E gli sviluppatori GNOME propongono i nuovi moduli per l’inclusione nella prossima release.

Tra le varie proposte fatte nella mailing list due mi hanno colpito in maniera particolare. Un po’ perchè pensavo fossero due moduli ancora un po’ acerbi e un po’ perchè se accettati e sfruttati a dovere dalle altre applicazioni l’intero desktop ne gioverebbe anzichenò.

gio_gvfs_empathy

Si tratta di gio & gvsf, accoppiata che andrebbe a sostituire gnome-vfs per la gestione dei file locali e remoti, proposto da Alexander Larsson, e di Empathy, progetto multi-protocollo, multi-piatatforma, multi-finanziato per rendere semplice l’aggiunta di funzionalità di messaggeria istantanea (e in un futuro, spero prossimo, anche di chat vocale) nelle varie applicazioni, proposto da Xavier Claessens. Tra l’altro il nostro Marco Barisione, nell’ambito del progetto SOC 2007 di google, con il suo Telekinesis ha contribuito in maniera decisiva ad Empathy, aggiungendo la possibilità di trasferire in maniera rapida e indolore file da un client all’altro.

La proposta fatta da Alex è molto recente e fino ad adesso nessuno ha mosso obiezioni a riguardo, però l’adozione di Empathy pare sia fortemente ostacolata da qualcuno. Per quanto mi riguarda spero che tutti gli ostacoli vengano superati, perchè se questi due moduli venissero inclusi e sfruttati nel prossimo GNOME 2.22, potremmo essere davanti alla miglior release di sempre.

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Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare!

UndoRoss, qualche giorno fa ha ficcato sul suo blog una notizia alquanto interessante, nascondendola sotto le mentite spoglie di un normale post che illustrava una nuova funzionalità di Task, il programma multi piattaforma e multi interfaccia utente per la gestione delle “cose da fare”. La feature in questione altro non è che l’introduzione della possibilità di effettuare un numero infinito di undo/redo.

Detta così non è che sia poi ‘sta grande notizia, ma continuando a leggere si viene a sapere che l’implementazione è stata fatta adattando del codice scritto da Iain Holmes (non penso sia parente di quell’altro Holmes, o di quell’altro ancora, come mi faceva notare Barisione) per Marlin, software per la manipolazione di file audio, e in comune accordo i due hanno pensato bene di dare una ripulita al codice e di proporlo per l’inclusione direttamente nella libreria GTK+. Ottima idea.

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Pena

iPod
Image courtesy of Apple Inc.

Venerdì è stata diffusa in rete la notizia che i nuovi iPod, e con buona probabilità anche i vecchi, dopo il prossimo aggiornamento del firmware, avrebbero smesso di funzionare con qualsasi software di gestione che non fosse iTunes. Come logica, e maggiormente tangibile per il sottoscritto, conseguenza tutti gli utilizzatori di Linux avrebbero potuto prendere il loro lettore portatile e a scelta:

  • buttarlo nel cestino
  • andare avanti a sentire gli stessi album per il resto della vita
  • evitare di aggiornare il firmware, nel caso si possieda un vecchio modello
  • metterci un firmware alternativo¹

Questa brillante scelta da parte dei vertici Apple quanto sarà costata? Hanno dovuto mettersi attorno a un tavolo e decidere come bloccare l’uso di software diversi da iTunes. Hanno dovuto implementare questo blocco nei nuovi firmware e portare il codice sui firmware vecchi. Hanno dovuto eseguire dei test e verificare che il tutto funzionasse come previsto. Hanno dovuto modificare il codice di iTunes, sia su Mac che su Windows e, anche qui, testare le modifiche introdotte. Sicuramente un po’ di dollari sono stati spesi.

Domenica, 48 ore dopo il primo annuncio, in rete circolava il codice per aggirare il blocco e permettere l’uso di software diverso da iTunes. 48 ore dopo.

A questo punto mi domando, ma Apple, ne valeva davvero la pena?

Update
¹ Mi ero completamente scordato di Rockbox e iPod Linux, per fortuna ci sono rollsappletree e Bato a ricordarmelo!

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Grazie

Ferretti

Grazie Luca!

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Skype

Cavolo gli servirà /etc/passwd?

Skype

Update
Forse è stato svelato il mistero.

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Il pacco

Su Planet GNOME (e non solo) da qualche tempo di legge sempre più spesso di PackageKit, il progetto portato avanti da Richard Hughes che dovrebbe integrare nell’ambiente GNOME un gestore di pacchetti uniforme per tutte le distribuzioni, semplice, ma al tempo stesso completo e soprattutto ben integrato con il resto del desktop.

Si vedono già i primi screenshot e l’interfaccia sembra proprio pulita, però la barra per la ricerca sopra alla lista dei pacchetti non è che mi faccia impazzire, così ho provato a preparare un mockup di come potrebbe essere se integrasse i controlli per la ricerca usati in Evolution, quelli che sfruttano libsexy. Tra l’altro usando già libnotify per le notifiche all’utente, questo non comporterebbe neppure una nuova dipendenza in quanto libnotify dipende a sua volta da libsexy.

gnome-packagekit mockup
Cliccate l’immagine per ingrandire.

Che dite? Meglio?

Update
A Richard l’idea è piaciuta 🙂 . Adesso si tratta solo di trovare qualche volontario per preparare una patch…

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